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_campa.fishing_ e la magia dello spinning alla spigola: passione, dedizione e rispetto per il mare

Scopri la storia di Francesco, giovane ambassador di Baitslab, che ha trasformato la sua passione per la pesca in un percorso di crescita personale e tecnica, tra emozioni, sfide e grandi catture.

Davide Maspero - TEAM FISH

Ci sono passioni che nascono per caso e poi ti cambiano la vita. Per Francesco, in pesca _campa.fishing_, giovane ambassador di Baitslab, la pesca non è solo un passatempo, ma una parte essenziale della sua identità. Tutto ha avuto inizio quando aveva appena tre anni: suo padre lo portò per la prima volta a pescare i ghiozzi con la canna fissa. Era solo un bambino, ma quella prima esperienza tra canna, galleggiante e mare ha acceso una scintilla che non si è mai spenta. Da quel giorno, la pesca è diventata per lui più di un semplice hobby: è diventata una vera passione, un modo per entrare in contatto con la natura e con se stesso.

Il primo ricordo che conserva con un sorriso è legato a una cattura speciale: il suo primo branzino a spinning. Un momento indimenticabile, non tanto per la taglia del pesce quanto per l’emozione che ha portato con sé. «L’ho preso usando un rotante da trota», racconta Francesco, «doveva essere proprio affamato». Quel branzino ha segnato una tappa importante, il passaggio dal gioco del bambino curioso al gesto consapevole del pescatore che comincia a capire cosa significhi “leggere l’acqua” e comprendere il comportamento del pesce.

La consapevolezza che la pesca fosse qualcosa di più di una semplice passione è arrivata poco dopo. Francesco racconta di come, anche una volta tornato a casa, la sua mente non riuscisse a distaccarsi da quell’universo fatto di nodi, esche e lanci. «Era un pensiero costante», spiega, «ho capito che non era un semplice passatempo, ma ciò che avrei voluto fare in ogni momento». È in quel momento che nasce il pescatore vero, quello che non si limita ad andare in acqua, ma che studia, osserva e si mette continuamente in gioco.

Tra le varie tecniche, quella che lo ha conquistato definitivamente è lo spinning alla spigola. Per Francesco non esiste disciplina più affascinante: ogni lancio è una lezione, ogni errore un passo verso la perfezione. «Quando pensi di aver capito qualcosa», racconta, «scopri che ci sono un’infinità di accorgimenti che non hai considerato». E proprio in questa complessità trova il suo fascino: la spigola è un pesce sospettoso, imprevedibile, capace di regalare gioie immense a chi sa osservarla e rispettarla. Con un po’ di dedizione e pazienza, le soddisfazioni arrivano sempre.

Se c’è un luogo che per lui rappresenta la casa, sono le zone lagunari. Qui, tra i canali e la luce che cambia al tramonto, Francesco trova il suo equilibrio. «Le zone lagunari dove pesco in barca offrono non solo catture stupende ma anche viste mozzafiato», dice, «ogni tramonto dalle mille tinte mi dà quella sensazione di essere nel posto giusto». È un legame profondo, quello tra il pescatore e il suo ambiente: il silenzio dell’acqua, l’attesa, i movimenti lenti che diventano quasi una meditazione.

Ma non si può parlare di pesca senza parlare di emozioni forti, e Francesco ne ha una che non dimenticherà mai: la cattura del suo record personale di spigola. Era una mattina di giugno, la prima volta che metteva in acqua la sua barca. Nonostante il divieto dei genitori di uscire in mare aperto, la curiosità e la voglia di avventura hanno avuto la meglio. Con due amici a bordo, si dirige verso uno spot dove di solito si pescano i sugarelli. «Sapevo che in quel luogo era possibile incontrare qualche spigola, così monto uno shad da 70mm su una testina da 3,5g e lo faccio saltellare sul fondo», racconta. Poi, una botta secca. Quel colpo deciso che ogni pescatore sogna. «Ho capito subito che avevo a che fare con un pesce importante». Il combattimento dura diversi minuti, lo 0.22 del finale mette a dura prova i nervi, ma alla fine la spigola emerge. Non avevano neppure un guadino, e uno dei suoi amici riesce a prenderla per la mandibola. «Mi tremavano le gambe», ricorda, «mi sono dovuto sedere dall’emozione». La prima cosa che fa è una videochiamata a suo padre, arrabbiato ma allo stesso tempo orgoglioso. Una scena che racchiude in sé tutto ciò che la pesca rappresenta: rischio, passione, legami familiari e una gioia pura, impossibile da spiegare a parole.

Ogni pescatore ha le sue abitudini prima di entrare in acqua, ma Francesco preferisce un approccio semplice e mentale: «Il mio rituale è non avere aspettative», dice. «Vado a pescare perché ho voglia di pescare, non guardo maree o condizioni particolari. Molto spesso è il crederci a ogni lancio che fa la differenza». È un approccio che rispecchia la filosofia dello spinning: fidarsi del proprio istinto, imparare a leggere i segnali e non arrendersi mai.

Essere parte del team Baitslab per lui rappresenta una grande opportunità. «È un’occasione per fare i miei primi passi in una realtà che mi affascina molto, quella dell’ambassador», spiega con entusiasmo. Ma sa bene che si tratta anche di una responsabilità: essere ambassador significa rappresentare un brand con passione, impegno e rispetto. «Mi spinge a migliorare ogni giorno e a dare il massimo, sia per me che per l’azienda».

Tra i valori del marchio, Francesco si ritrova soprattutto nella filosofia di lavoro di Baitslab: puntare sempre al massimo, ma in un ambiente positivo e collaborativo. «Lavorare al meglio divertendosi è la chiave per crescere davvero», afferma. E questa visione riflette il modo in cui lui vive la pesca: con serietà, ma senza mai dimenticare la gioia che la accompagna.

Quando gli si chiede come pensa di ispirare altri appassionati, risponde con grande umiltà. «Più che la mia esperienza, che è ancora in crescita, credo che sia la mia voglia costante di migliorarmi a poter motivare gli altri», spiega. Vuole trasmettere la convinzione che dietro ogni cattura ci sia un percorso fatto di errori, tentativi e determinazione.

Per chi si avvicina al mondo della pesca, il suo consiglio è semplice ma potente: «Credi in tutte le scelte che fai durante la pescata, ruba con gli occhi dai pescatori più esperti e metti in pratica ciò che impari. I risultati arriveranno». È un invito alla curiosità, alla pazienza e alla dedizione, tre elementi che fanno la differenza tra chi pesca e chi vive la pesca.

Guardando al futuro, Francesco spera di crescere insieme a Baitslab e di accumulare esperienza per poter aiutare chi inizia o vuole scoprire nuove tecniche, in particolare lo spinning alla spigola, che considera la forma più pura e tecnica della pesca sportiva. Quando non è in acqua, si divide tra scuola e amici: frequenta un liceo scientifico e il tempo libero è poco, ma ogni momento libero è un’occasione per tornare a respirare aria di mare.

Nel suo zaino, poche cose ma essenziali: la combo canna e mulinello giusta, il guadino, una cassetta con le esche ideali, il filo da shock leader e qualche snap. «Sono un amante della pesca con il minimo indispensabile», spiega. «Credo che la semplicità sia una forma di efficacia».

E come ogni pescatore che si rispetti, anche Francesco ha avuto le sue ispirazioni. La più grande è stata Daniel Sicila, conosciuto come “Capitan Sic”, un punto di riferimento per molti appassionati di spinning. «Grazie a lui ho mosso i miei primi passi nella mia tecnica preferita», racconta. Di lui ammira la capacità di rendere semplice ciò che non lo è, mantenendo sempre umiltà e consapevolezza. «Vorrei riuscire anch’io a trasmettere questo equilibrio tra passione, competenza e leggerezza».

 

La storia di Francesco è quella di un giovane pescatore che ha saputo trasformare una semplice uscita con il padre in un percorso di crescita e scoperta. In lui si ritrovano i valori che fanno grande la pesca sportiva: rispetto per la natura, voglia di migliorarsi, condivisione e passione autentica. Con la sua energia e la sua dedizione, è pronto a rappresentare Baitslab nel modo più genuino possibile: con il sorriso, la canna in mano e la convinzione che ogni lancio possa essere quello buono.

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