curly_fisherman e la forza della passione: lo spinning come stile di vita tra tecnica, emozione e libertà
Scopri la storia di Matteo, in arte curly_fisherman, ambassador di Baitslab che vive la pesca come una missione di libertà, innovazione e passione vera.
Ci sono persone che nascono con la passione nel sangue, e Matteo – conosciuto da molti come curly_fisherman – è sicuramente una di queste. Fin da bambino, la pesca è stata parte integrante della sua vita, un legame che gli è stato trasmesso dal padre e che oggi rappresenta molto più di un semplice passatempo. «Sono Matteo, e la passione per la pesca me l’ha trasmessa mio padre», racconta con semplicità. In quelle parole c’è tutto: l’inizio di una storia fatta di emozioni, di scoperte e di una curiosità che non si è mai spenta.
Il suo primo ricordo legato alla pesca è ambientato in un luogo speciale, un piccolo paradiso per chi ama la tranquillità e la natura incontaminata: il laghetto di Rogno, in Val Camonica. È lì che ha mosso i primi passi, tra l’acqua calma e il profumo del bosco, imparando le prime regole, osservando il comportamento dei pesci e sentendo nascere quella sensazione unica che solo la pesca può dare. «Il primo ricordo è legato a quel laghetto», dice Matteo, «è lì che ho capito che stavo iniziando qualcosa che mi avrebbe accompagnato per sempre».
La scintilla definitiva è arrivata nel momento esatto in cui ha sentito la vibrazione di un pesce in canna. Quella sensazione, un misto di adrenalina e concentrazione, gli ha fatto capire che la pesca non sarebbe mai stata solo un hobby. «Ho capito che sarebbe diventata la mia più grande passione da subito», spiega, «appena ho provato la sensazione di tenere un pesce in canna». Da quel momento, la pesca è diventata una parte essenziale della sua quotidianità, un equilibrio perfetto tra tecnica, emozione e contatto con la natura.
Tra tutte le tecniche, Matteo predilige lo spinning e in particolare la pesca con le gomme, che gli permette di esprimere al massimo la sua sensibilità e precisione. Ama lo spinning light, perché gli consente di affrontare anche pesci importanti con attrezzature sottili ma di qualità. È una sfida costante, un modo per spingersi sempre oltre, cercando il limite senza mai superarlo. «Mi piace il brivido di riuscire, anche con attrezzature leggere, a portare a guadino pesci di taglia importante», racconta. È quella miscela di delicatezza e forza, controllo e istinto, che lo affascina più di tutto.
Il suo luogo del cuore è il Naviglio, un canale che custodisce mille sorprese e che rappresenta per Matteo una continua fonte di ispirazione. «Il mio luogo preferito rimane sicuramente il Naviglio», dice con un sorriso, «per le incredibili sorprese imprevedibili che ti riserva». Ogni uscita è diversa, ogni giornata è una lezione nuova. In acque così mutevoli, l’adattamento è tutto, e Matteo sa bene che è proprio la capacità di leggere le condizioni del momento a fare la differenza tra una pescata qualunque e una memorabile.
E di momenti memorabili ne ha vissuti parecchi, ma ce n’è uno che rimarrà per sempre nella sua memoria: la cattura di un enorme siluro con un’attrezzatura ultra light. Un’impresa quasi impossibile, che dimostra come determinazione e sangue freddo possano ribaltare ogni previsione. «La mia cattura più leggendaria rimane un siluro preso a ultra light con una canna ultra leggera», racconta. La scena sembra uscita da un racconto epico: un combattimento estenuante, con attrezzatura delicata e ogni fibra del corpo tesa al massimo. È in quei momenti che si capisce davvero perché la pesca non è solo uno sport, ma una forma d’arte.
Matteo ha anche un modo tutto suo di prepararsi prima di una sessione di pesca. Mentre molti preferiscono arrivare già pronti con montature fatte a casa, lui ha scelto una strada diversa, più istintiva e adattiva. «Il mio rituale è preparare le montature sul posto», spiega, «questo mi serve per capire come approcciare la pescata e che attrezzature usare». È una filosofia che rispecchia perfettamente la sua personalità: curiosa, dinamica e capace di leggere l’ambiente prima ancora di lanciare la prima esca. Preparare sul momento significa lasciarsi guidare dalle condizioni reali, ascoltare l’acqua, osservare i movimenti, sentire l’energia del luogo.
Essere ambassador di Baitslab per lui non è solo un traguardo, ma un punto di partenza. «Questo, essendo il primo brand che rappresento, significa l’inizio di una nuova esperienza», afferma con entusiasmo. «È una sfida con me stesso, un modo per rivoluzionare in parte il mondo della pesca». Parole che rivelano la sua ambizione ma anche il suo desiderio di crescita personale. Per Matteo, far parte del team Baitslab non è solo una questione di collaborazione, ma un modo per contribuire a diffondere una visione più fresca, moderna e inclusiva della pesca sportiva.
Tra i valori del marchio, quello che più lo rappresenta è l’elasticità. «Mi rispecchia particolarmente», dice, «come quella delle nostre esche». Un concetto che va oltre il materiale: per lui significa capacità di adattamento, flessibilità mentale, voglia di cambiare e di innovare. L’elasticità è ciò che distingue un buon pescatore da un grande pescatore: sapersi adattare alle condizioni, non fossilizzarsi sulle abitudini e sperimentare sempre.
Quando gli si chiede come pensa di ispirare altri appassionati, Matteo risponde con la naturale sicurezza di chi sa trasmettere entusiasmo. «La mia grinta e la passione che ci metto coinvolgono sicuramente i più giovani e chi vuole avvicinarsi a questo fantastico mondo». La sua energia è contagiosa: i suoi video e i suoi racconti riescono a far percepire l’adrenalina del momento, il battito accelerato che precede una ferrata, la soddisfazione di una cattura meritata.
Ai neofiti della pesca, il suo consiglio è semplice ma essenziale: «Essere sempre se stessi, divertirsi e non spendere soldi inutilmente in attrezzature». Un suggerimento che racchiude un principio fondamentale: nella pesca non conta quanto spendi, ma quanto impari a leggere l’acqua, a capire i pesci e a migliorarti di giorno in giorno. È un invito a non lasciarsi trascinare dal consumismo, ma a costruire la propria esperienza con pazienza, passione e consapevolezza.
Guardando al futuro, Matteo si mostra ottimista: «Me lo immagino più roseo, sperando che molti giovani inizino a pescare». Crede fortemente nel potenziale della pesca sportiva come attività di crescita, aggregazione e rispetto per la natura. In un mondo sempre più frenetico, la pesca può insegnare valori autentici come la calma, la concentrazione e la connessione con l’ambiente.
Quando non è con la canna in mano, Matteo dedica il suo tempo libero alla sua ragazza o, come ammette sorridendo, si dispera perché non può pescare. È un modo ironico per dire che la pesca non è solo qualcosa che fa, ma qualcosa che è. E questa autenticità si percepisce in tutto ciò che fa.
Nel suo zaino non mancano mai tre cose: «Gomme, gomme e gomme». Una risposta che sintetizza perfettamente il suo stile: minimalista ma efficace. Le esche in gomma, per chi come lui ama lo spinning light, sono strumenti versatili, precisi e capaci di adattarsi a qualsiasi condizione. Dietro quella battuta c’è una filosofia precisa: l’importante è conoscere alla perfezione ciò che si utilizza, piuttosto che accumulare materiale inutile.
Matteo non dimentica mai chi lo ha ispirato lungo il suo percorso. Il suo punto di riferimento è stato un grande della trota lago, Fausto Buccella, un nome che nel panorama della pesca sportiva italiana rappresenta esperienza e competenza. «Mi ha insegnato molto, è una figura che ammiro tantissimo», racconta. Da lui ha imparato non solo tecniche e accorgimenti, ma soprattutto l’approccio mentale che serve per migliorarsi davvero: pazienza, dedizione e rispetto per il pesce e per l’ambiente.
La storia di curly_fisherman è quella di un ragazzo che ha trasformato la passione in un progetto di vita, unendo tecnica e spontaneità, spirito competitivo e divertimento puro. Il suo modo di intendere la pesca rispecchia in pieno i valori di Baitslab: innovazione, entusiasmo e voglia di condividere. Matteo non si limita a pescare: racconta, coinvolge e ispira, dimostrando che dietro ogni lancio non c’è solo un gesto tecnico, ma una storia di passione, di sfida e di libertà.