Davide del TEAM FISH: la pesca come passione, filosofia e connessione con la natura

Dalla prima canna a spinning scelta a dieci anni fino alla collaborazione con Baitslab, la storia di Davide del Team Fish racconta la crescita di un pescatore curioso, sperimentatore e profondamente legato al mare e ai torrenti.

Davide Maspero - TEAM FISH

Ogni pescatore ha una storia, ma alcune storie nascono da una scelta. Per Davide, la scintilla è arrivata a dieci anni, quando sua nonna gli mise in mano una piccola grande decisione: spendere 50 euro per un mazzo di carte Yu-Gi-Oh o per la sua prima attrezzatura da pesca. Era il 9 settembre 2010, e quella data è rimasta impressa nella memoria come l’inizio di un percorso che avrebbe cambiato la sua vita. «Mio padre, che non era pescatore, mi disse che le carte sarebbero passate con il mio crescere, ma la pesca poteva essere per sempre», racconta Davide. Così scelse una canna da spinning, un mulinello modesto e qualche Mepps del 4. Senza sapere che, con quella decisione, stava iniziando un cammino che lo avrebbe portato a costruire una vera e propria identità nel mondo della pesca sportiva.

La cosa più affascinante della sua storia è che la passione non gli è stata trasmessa da qualcuno in famiglia, ma è nata dentro di lui, per pura curiosità. In un’epoca in cui tanti ragazzi si distraevano con videogiochi o hobby passeggeri, lui trovava pace e stimolo nell’acqua e nei movimenti silenziosi dei pesci. Quel primo contatto con la natura, unito alla voglia di sperimentare, è diventato la base del suo percorso.

Il primo ricordo legato alla pesca, invece, è una scena che Davide rivive ancora oggi con il sorriso: una giornata in carpodromo insieme allo zio Luca. «Mi diede una canna per pescare le carpe con il galleggiante e, poco dopo, agganciai una carpa gigantesca», racconta. Per un bambino di dieci anni, trovarsi a combattere con un pesce così grande è qualcosa di epico. Dopo qualche minuto di lotta, le braccia tremavano e dovette cedere la canna allo zio, ma l’emozione era già scolpita nella memoria. Quel momento non era solo una cattura: era il primo contatto reale con la forza e la magia della pesca.

Da quel giorno, tutto è cambiato. La pesca è diventata un pensiero costante, una compagnia silenziosa che riempiva ogni momento libero. «Ho capito che era più di una passione quando non pensavo ad altro che al weekend o ai pomeriggi dopo scuola per poter pescare», spiega. Nel tempo, ha compreso che la pesca non era solo un hobby, ma una sorta di terapia, una cura naturale per la mente. «Durante la vita ho incontrato una persona che mi ha fatto capire che la pesca era davvero la mia benedizione, e che non avrei mai dovuto mollarla».

Oggi, Davide è un pescatore dimanico, poliedrico e curioso, capace di spaziare tra discipline diverse e con una mentalità aperta alla sperimentazione. «La mia tecnica preferita è in assoluto la pesca con esche artificiali», spiega. Ma ridurre il suo approccio a una sola categoria sarebbe riduttivo. Ama lo spinning e il casting, ma anche tecniche meno comuni come il tenkara, il tataki e lo slow jigging. «Mi reputo un pescatore multispecie: parto dai torrenti di montagna alla ricerca delle trote, ma mi piace esplorare anche il mare, sempre con la voglia di provare e imparare». Il suo obiettivo non è la cattura fine a se stessa, ma la conoscenza. «Sto cercando di catturare tutte le specie possibili in Italia, in acqua dolce e salata», racconta con entusiasmo. Un progetto ambizioso, ma che riflette la sua curiosità e la sua costante sete di scoperta.

Il suo luogo del cuore non è un punto preciso sulla mappa, ma un ambiente: il torrente. È lì che trova pace, concentrazione e libertà. «Quando sono sulle sponde dei miei torrenti, tutti i pensieri si spengono. Resta solo la pesca». Lì il tempo si dilata, il rumore dell’acqua diventa una colonna sonora naturale e ogni lancio è un dialogo silenzioso con la natura. Negli ultimi anni anche il mare ha conquistato un posto speciale nel suo cuore, ma i torrenti restano le sue radici, il luogo dove tutto è cominciato.

Tra le tante avventure vissute, ce n’è una che occupa un posto speciale nel suo cuore: la cattura dei tonni alletterati all’isola d’Elba, insieme al padre. «Eravamo usciti per una battuta sui barracuda e per un po’ di bolentino, ma all’improvviso l’acqua ha iniziato a ribollire e i gabbiani si tuffavano ovunque», racconta. Lancia un metal jig con una canna da 40 grammi e sente la botta: un tonno alletterato da oltre 5 chili. Poco dopo anche suo padre allama un altro esemplare, e da lì è partita una settimana di pura adrenalina. «Ogni giorno era una lotta di venti o trenta minuti, ma la soddisfazione era immensa». È uno di quei ricordi che restano per sempre, non solo per la cattura, ma per la condivisione con il padre: due generazioni unite dalla stessa emozione, quella che solo il mare sa regalare.

Davide non ha rituali particolari prima di uscire a pescare, ma la sua preparazione è sempre meticolosa. «Preparo l’attrezzatura con anticipo e controllo tutto, per evitare imprevisti. Quando torno, pulisco sempre tutto per mantenerlo in perfette condizioni». È un approccio ordinato e professionale, che rispecchia anche il suo modo di lavorare e di vivere la pesca: rispetto, cura e attenzione ai dettagli.

Rappresentare Baitslab per lui significa molto più che portare un logo. «È una nuova sfida e una grande occasione di crescita personale e professionale, sia per me che per il TEAM FISH», spiega. L’essere stato scelto sin da subito come ambassador lo riempie d’orgoglio, ma anche di responsabilità. «Condivido appieno i valori dell’azienda, in particolare la ricerca e lo sviluppo che stanno dietro ai prodotti, e l’ascolto costante del mondo reale dei pescatori». Per Davide, Baitslab rappresenta l’unione perfetta tra innovazione e passione, tra tecnica e spirito di comunità.

La sua filosofia nella pesca è chiara: essere umili, curiosi e sempre pronti a imparare. «Mi reputo una persona capace, ma molto umile», racconta. Ama confrontarsi con chiunque, rispondere ai messaggi di altri appassionati, condividere esperienze e consigli. «Penso che ogni pescatore debba pescare a modo suo, senza farsi condizionare dalle mode del mercato. La pesca è natura». È una visione autentica, che restituisce alla pesca la sua dimensione più pura, fatta di rispetto e libertà.

A chi inizia, Davide dà un consiglio semplice ma prezioso: «Inizia con una tecnica light, ti insegnerà le prime lezioni da pescatore e ti permetterà di migliorare giorno dopo giorno. Poi arriveranno anche i pesci grandi, ma non avere fretta». E aggiunge una verità che solo l’esperienza può confermare: «Il pescatore più bravo è quello che va più a pesca di tutti. Più sei in acqua, più impari e migliori».

Guardando al futuro, il suo sogno è vedere una pesca sportiva italiana più evoluta, rispettata e valorizzata. «Spero in una rivoluzione del mercato italiano, prendendo spunto dai mercati giapponese, americano e australiano, dove la pesca è una filosofia di vita», spiega. Il suo desiderio è che anche in Italia si smetta di vedere il pescatore come una figura trascurata o “strana”, e si inizi a riconoscere la passione, la tecnica e l’etica che stanno dietro questo mondo. «Ci sono tanti giovani pescatori con storie bellissime da raccontare, e la pesca merita di essere vista come una moda positiva, fatta di rispetto, natura e condivisione».

Quando non pesca, Davide dedica tempo al lavoro e al suo progetto più importante: il TEAM FISH. «Gestire il gruppo e i canali social mi occupa gran parte del tempo libero», racconta. È un impegno costante che unisce la sua passione per la pesca con le sue capacità comunicative e relazionali, frutto del suo lavoro come venditore.

Nel suo zaino non mancano mai tre elementi essenziali: un kit di emergenza, una forbice affilata e una buona scorta di acqua e cibo. Sono strumenti semplici, ma fondamentali per affrontare qualsiasi situazione, perché, come spiega, «ogni sessione di pesca è un piccolo viaggio, e bisogna essere pronti a tutto».

Quando gli si chiede chi lo abbia ispirato nel suo percorso, Davide risponde con la stessa umiltà che caratterizza tutto il suo approccio: «Non ho avuto un’unica fonte di ispirazione. Imparo da chiunque mi parli delle sue esperienze, anche da chi può sembrare meno esperto. C’è sempre qualcosa da imparare». È una frase che racchiude la sua filosofia: la pesca è un cammino continuo, fatto di ascolto, crescita e condivisione.

 

La storia di Davide del TEAM FISH è quella di un ragazzo che, partendo da una scelta fatta a dieci anni, ha costruito passo dopo passo un percorso di passione autentica, dedizione e innovazione. È la storia di chi crede che la pesca non sia solo catturare pesci, ma conoscere sé stessi, rispettare l’ambiente e condividere emozioni. In un mondo dove spesso tutto è fretta e apparenza, Davide ci ricorda che la vera forza del pescatore sta nella pazienza, nella curiosità e nella capacità di lasciarsi sorprendere, ogni volta, dal prossimo lancio.